” ““Ad oggi le cellule staminali embrionali non hanno dato alcun risultato in termini terapeutici, anzi risultano essere pericolose poiché metterebbero in atto vere e proprie linee tumorali”: è quanto affermato da Olimpia Tarzia, segretaria generale del Movimento per la vita italiano e presidente dell’Osservatorio permanente sulle famiglie della Regione Lazio, nella conferenza stampa svoltasi oggi a Roma sul tema “Le cellule staminali del cordone ombelicale: la via scientificamente percorribile ed eticamente accettabile”. E’ questa, infatti, secondo la segretaria del Movimento per la vita, la direzione da imprimere alla ricerca scientifica sulle cellule staminali. Il perché lo ha spiegato Carlo Federico Perno, docente di medicina sperimentale presso l’Università di Tor Vergata: “Le cellule staminali provenienti dagli embrioni hanno la capacità di riprodursi e svilupparsi in ogni tipo di tessuto umano e per questo il loro proliferare è difficilmente controllabile e può evolvere in linee tumorali”. Per lo studioso, “le cellule staminali provenienti dal cordone ombelicale dei neonati e anche quelle presenti negli adulti hanno, invece, un vantaggio ‘biologico’: esse possono riprodursi solo in alcuni tessuti se collocate nel giusto contesto, evitando il pericolo della proliferazione incontrollata e dello sviluppo di linee tumorali”.
“Il trapianto di cellule staminali del sangue del cordone ombelicale per il trattamento di malattie ematologiche ha aggiunto Maria Cristina Tirindelli, presidente dell’Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale (Adisco) del Lazio è ormai uscito dalla fase sperimentale. Dal primo trapianto effettuato in Francia nel 1989, ne sono stati effettuati circa 3 mila in tutto il mondo”. Questo tipo di ricerca ed applicazione comporta dei costi elevati: “Ad oggi nelle Banche pubbliche per la raccolta e conservazione delle unità di sangue placentare sono conservate circa 200 mila unità per applicazioni di trapianto. Conservare per un anno una sola unità costa circa 2000 euro”.”La ricerca ha affermato Perno rispondendo al Sir è senz’altro costosa ma è sempre meno costosa della malattia che si sviluppa in una persona. A fronte di questa realtà, si registra purtroppo un crollo dei finanziamenti per la ricerca”.