CALIPARI: IL FRATELLO SACERDOTE A RADIO VATICANA, “NICOLA È UN DONO PER TUTTI”

” ““Vorrei che Nicola continuasse ad essere un dono per tutti”. Lo ha affermato questa mattina don Maurizio Calipari, officiale della Pontificia Accademia per la vita e docente del Regina Apostolorum, a One O Five Live, il canale in Fm e Internet della Radio Vaticana, che lo ha contattato poco prima dei funerali di Stato del fratello Nicola, agente del Sismi caduto a Baghdad per la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena. “Vorrei che mio fratello – ha detto don Maurizio – fosse un esempio concreto che dice che chi da la vita, anche a costo della Croce per l’esperienza di ciascuno di noi, non rimane senza frutto. Vorrei dire che davvero si compie il Mistero cristiano per il quale dalla morte nasce la vita. Nicola è un esempio concreto che vorrei che tutti noi portassimo come punto di riferimento e valore sul quale orientare il nostro cammino. Sono inoltre sicuro, dal momento che conosco le sue radici, le radici della sua formazione giovanile, molto legata anche agli scouts nei quali ha fatto un lungo cammino di formazione e nei quali ha assunto poi ruoli di responsabilità, sono sicuro che queste radici hanno sempre costituito per lui un continuo punto di riferimento. Era un tipo molto onesto, riservato, non amava manifestare con grandi segni o platealmente neanche la sua fede. La viveva in modo molto personale. Ma sono sicuro che proprio quei valori, quelle radici cristiane che lo hanno sempre guidato, lo hanno portato a questo gesto di generosità e altruismo fino alla fine. Sono sicuro che è il frutto anche di quel cammino”. “In questi momenti – ha aggiunto don Maurizio – si affollano tanti sentimenti e tanti ricordi. Eravamo due fratelli, quindi c’è anche un legame particolare, di un bene molto grande. Credo che mio fratello abbia concluso la sua esistenza qui in terra come ha vissuto. È stata la conclusione quasi naturale anche se estrema di tutto l’impegno che ha vissuto durante la sua vita, nel suo lavoro, in cui ha creduto fermamente fin dall’inizio: un profondo senso di servizio alla comunità umana e allo Stato. Ha sempre fatto tutto con tutto se stesso, senza risparmiarsi e mi ha lasciato questo senso forte di come davvero dare la vita per gli altri possa essere il grado più alto del proprio servizio. Per questo, mi sento grato a lui per quello che lascia a tutti come ultima testimonianza”.