Ogni venerdì a pregare per la pace ai piedi del muro israeliano che costeggia la città di Betlemme. E’ l’iniziativa condotta dalle suore che gestiscono il Baby Hospital di Betlemme, con un gruppo di fedeli cristiani palestinesi, che così intendono intercedere per la pace e il dialogo tra i due popoli. Il muro, o barriera di sicurezza come la chiamano gli israeliani, che il governo del premier Sharon sta costruendo in Cisgiordania è da sempre al centro di un dibattito internazionale, anche adesso che i negoziati stanno lentamente riprendendo. "Sul grigio del muro, a Betlemme, come altrove, sono apparse delle strane pitture scrivono le suore in una testimonianza riportata dalla Custodia di Terra Santa e pubblicata dal Sir nel numero in uscita stasera (on line su old.agensir.it) – il muro sta diventando infatti una specie di lavagna, o tavolozza sulla quale i ‘visitatori", soldati permettendo, esprimono i loro sentimenti, attraverso scritte, ma soprattutto immagini. Il grigio del muro dà immediatamente il senso del vuoto, una distesa piatta e uniforme che si prolunga fino a non vederne la fine e viene voglia di prendere colore e pennello". Tre le immagini dipinte e segnalate dalle religiose: "la prima è quella di un leone dagli occhi di fuoco che si avventa ferocemente su una colomba; la seconda, incompiuta, è il volto di un palestinese, con occhi brillanti, quasi lucidi di pianto che cerca di emergere da una rete che sembra intrappolarlo; la terza un enorme serpente nel cui ventre si vedono due bambini raggomitolati e due animali: uno stambecco e una colomba. Avremmo preferito che il muro rimanesse con il suo originale colore grigio che già parlava abbastanza: quelle immagini non fanno che aggiungere violenza a violenza" commentano le religiose. Intanto, concludono, "dal nostro ospedale dobbiamo assistere, impotenti come questa popolazione, allo scempio che si sta facendo di Betlemme, una città che meriterebbe un po’ più di rispetto da parte di Israele".