MIGRAZIONI: MONS.BETORI AL CONVEGNO EUROPEO MIGRANTES, "L’IDENTITÀ NON È UN OGGETTO DA MUSEO. APRIRSI ALL’ALTRO" (2)

A proposito del rapporto tra identità italiana e altre culture mons. Betori invita a "non chiudersi nella difesa di un’identità da preservare come un oggetto da museo. Occorre piuttosto sviluppare un’identità aperta al Vangelo e agli scambi con altre culture, perché possa continuare a vivere in una trasformazione che rimanga fedele alle radici cristiane". In questo senso, precisa, può essere di aiuto il "saldo radicamento popolare" del cattolicesimo italiano, che "lungi da essere un ostacolo rappresenta un prezioso veicolo di pace e di convivenza, sia in Italia, sia all’estero": un radicamento che "può contribuire all’apertura dell’identità italiana verso altre culture, senza per questo perdere le proprie caratteristiche di fondo, così come è stato un dono offerto alle culture di altri popoli nel disperdersi degli italiani nel mondo". Mons. Betori invita dunque le comunità cristiane alla "mediazione culturale", parlando della fede con "parole credibili e comprensibili anche a chi non ha mai sentito l’annuncio di Cristo". E porta l’esempio delle classi scolastiche "sempre più interculturali e interreligiose", che indicano la necessità di "ripensare il linguaggio della trasmissione della fede, con attenzione alla catechesi e alla liturgia". "Occorre agire con coraggio – afferma -, evitando da una parte di esigere l’assimilazione pura e semplice per chi avrebbe ‘l’obbligo’ di integrarsi e dall’altra di accettare che le diverse comunità etniche si chiudano in se stesse, celebrando solo nella propria lingua e rinunciando a una interazione con le altre componenti della Chiesa". Il segretario generale della Cei qualifica  la presenza degli immigrati in Italia come "occasione di rinnovamento culturale": "I migranti – conclude – possono aiutarci a scoprire quanto sia laborioso vivere insieme e al tempo stesso aiutarci a gustare una comunione più ricca con persone e culture diverse". Nel Centro congressi di Bellaria che ospita il convegno sono state allestite anche alcune mostre fotografiche e stand tematici: foto che raccontano le storie dei minatori italiani nel Limburgo Belga, vignette umoristiche sulle migrazioni e la Chiesa, foto sulla difficile e attuale realtà delle navi sequestrate nei porti e degli equipaggi abbandonati e sulla presenza degli africani in Italia. Gli stand a tema documentano invece, tra l’altro, la vita nei campi sosta con i nomadi, la presenza a fianco delle carovane dei circhi, il lavoro delle religiose con le donne vittime della tratta.” ”