Non c’è solo il pellegrinaggio reale alla tomba di Giovanni Paolo II, che continua incessante da ieri e che coinvolge migliaia di fedeli. Ne esiste anche uno virtuale condotto con altrettanta profondità all’interno dei forum e dei ‘muretti’ presenti in molti siti web di associazioni e movimenti ecclesiali e non. Brevi messaggi, preghiere, annotazioni, ricordi tutti rivolti al papa defunto. "Non so quante volte ci è capitato di veder accogliere con un applauso la notizia della morte di una persona a cui volevamo bene, come è stato con papa Wojtyla" scrive sul sito dell’Azione cattolica ragazzi (Acr) di Roma, Alessio Valente, presidente dell’Ac della parrocchia Ss.Angeli custodi, infatti, noi siamo affranti dalla tristezza ogni volta che qualcuno vicino ‘se ne va’. Ma non siamo stati fatti per morire”. "Non può essere dice Alessio – che tutto si concluda come nel ‘Giorno der ggiudizio’ del Belli. Papa Wojtyla ci ha fatto fare esperienza quasi ‘in diretta’ della Passione e di quel momento di silenzio che prelude al Giorno Nuovo. La sera del 2 Aprile ero quasi contento perché già sapevo come andava a finire. E la gioia della fiducia nella Resurrezione era più grande del dolore". In quella stessa sera "ho scoperto che non avevo capito niente. Tutta la profezia più vigorosa del papa mi è accaduta davanti in tutti gli anni della mia giovinezza e io non ho avuto la sensibilità di capire che cose eccezionali accadevano”. "E adesso per nessuno di noi può essere tutto come prima conclude – abbiamo un motivo in più per vivere da risorti: mettere in pratica l’esempio del papa, altrimenti vana sarà stata la nostra partecipazione alla sua sofferenza, vane le nostre lunghe file per salutarlo almeno un attimo".