PAPA: SETTIMO NOVENDIALE, CARD.SFEIR, (PATRIARCA DI ANTIOCHIA DEI MARONITI), “L’IMPEGNO PER LE CHIESE D’ORIENTE. I CRISTIANI TUTTI FRATELLI IN CRISTO” (2)

“Per le Chiese d’Oriente, non in piena comunione con la Chiesa Cattolica”, Giovanni Paolo II “non si è risparmiato al fine di consolidare i suoi rapporti con loro”. Lo ha ricordato il patriarca di Antiochia dei Maroniti, card. Nasrallah Pierre Sfeir, presiedendo oggi pomeriggio nella basilica di San Pietro il settimo novendiale in suffragio del Pontefice.
Dopo aver rievocato la “totale disponibilità, incoraggiamento e sostegno” offerti dal Papa al Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, il card. Sfeir ha aggiunto: “Rimane punto luminoso la sua Lettera Enciclica: ‘Ut unum sint’, promulgata il 25 maggio 1995, dove si affrontavano i problemi dell’ecumenismo”, testimone “eloquente della preoccupazione” di
“Giovanni Paolo II per l’unità dei cristiani”. “Mai – è la sottolineatura del patriarca – ha smesso di promuovere il dialogo tra i cristiani delle diverse denominazioni, mostrando insieme totale rispetto per loro, sia ortodossi che protestanti, avendoli sempre come fratelli in Cristo”. Ritornando con il pensiero alle Chiese orientali cattoliche, il patriarca di Antiochia ha ripercorso l’impegno a loro favore di Giovanni Polo II: la dotazione di un “Codice di diritto canonico sulla scorta del Codice latino”, la scelta di “un presule di Chiesa orientale” tra “i più meritevoli” per “affidargli la Congregazione che si occupa dei loro affari”. Ma pure le visite in Libano, Siria, Paesi balcanici, India, Palestina, Israele, dimostrano “la paterna sollecitudine” del Pontefice. Giovanni Paolo II ha dimostrato “apertura” anche verso i “fedeli delle religioni non cristiane”, sebbene ciò, precisa il card. Sfeir, “non gli abbia impedito di rivolgere loro severe osservazioni quando
in questo o quel paese i diritti umani erano totalmente ignorati”, in particolare quello della libertà religiosa. “Posizioni coraggiose” dettate da “spirito di rettitudine e lealtà”.