UNIVERSITÀ: CONVEGNO FUCI, PIERO TOSI (CONFERENZA DEI RETTORI): “L’UNIVERSITÀ DEVE RIMANERE UN BENE PUBBLICO”. FINANZIAMENTI “AL DI SOTTO DELLA MEDIA EUROPEA”

” ““L’Università deve rimanere un bene pubblico perché la sua funzione è pubblica ed è illusorio pensare che cambiando il pubblico in privato si trasformino i problemi in opportunità. Lo stato deve svolgere i suoi compiti, indicando linee di indirizzo e lasciando autonomia agli atenei senza soffocarli con microriforme”: è quanto affermato da Piero Tosi, presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane, intervenendo al Convegno della Fuci (Federazione universitari cattolici italiani) in corso a Cosenza fino al 17 aprile, sul tema “Facoltà di partecipazione. Cittadinanza studentesca e ruolo dell’università fra Italia ed Europa”. Il convegno ha affrontato le riforme che negli ultimi dieci anni hanno radicalmente modificato il sistema universitario, a partire dal cosiddetto “tre più due”. “Ciò che oggi non convince – ha sottolineato Davide Paris, presidente della Fuci – sono soprattutto le conseguenze della delegificazione ed in particolare la tentazione di fare, senza neanche il passaggio parlamentare, continue riforme ad ogni cambio di maggioranza. Le riforme poi, per essere efficaci hanno bisogno di coperture economiche; oggi invece c’è l’illusione di poterle fare a costo zero”.
” “”Nei finanziamenti alle università – ha aggiunto Piero Tosi – siamo ben al di sotto della media europea. Va bene distribuire i fondi secondo i meriti degli atenei, ma i fondi devono esserci altrimenti è tutto inutile”. Lo scarso investimento della politica sull’Università è stato al centro anche dell’intervento della presidente della Fuci, Enrica Belli: “l’unico soggetto che continua a investire sugli studenti – ha affermato – è la famiglia, senza peraltro essere aiutata dallo Stato e dagli enti locali”. “Oggi – ha concluso Enrica Belli – lo studente è considerato come consumatore di un servizio e non come un protagonista dell’università. Da qui nasce un doppio rapporto di sfiducia: dell’università verso lo studente e dello studente verso l’università”.