Alle 17.25, il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, mons. Piero Marini, ha intimato l'”extra omnes”, e coloro che non partecipano al Conclave hanno lasciato la Cappella Sistina. L’ultimo dei 115 cardinali elettori a pronunciare il giuramento con cui si è dato ufficialmente inizio al primo Conclave del terzo millennio è stato il card. Attilio Nicora. Ora i porporati sono riuniti per ascoltare la seconda meditazione sul "gravissimo compito che li attende", proposta loro dal card. Tomas Spidlik; dopo di essa, anche il card. Spidlik e mons. Marini lasceranno la Sistina. A questo punto, vengono chiuse le porte e poste delle guardie a tutti gli ingressi della Cappella. Per quanto riguarda la prima votazione, saranno gli stessi cardinali a decidere se "procedere" o meno questo pomeriggio: per saperlo, bisognerà aspettare l’eventuale "fumata" (prevista, nel caso, intorno alle ore 19). Tutte procedure, queste, previste dalla costituzione apostolica "Universi Dominici Gregis", che al n. 54 sancisce che dopo la meditazione "i cardinali elettori, recitate le preci secondo il relativo Ordo, ascoltano il cardinale decano, il quale sottopone al Collegio degli elettori innanzitutto la questione se si possa ormai procedere ad iniziare le operazioni dell’elezione, o se occorra ancora chiarire dubbi circa le norme e le modalità stabilite in questa Costituzione, senza tuttavia che sia consentito, anche se vi fosse l’unanimità degli elettori, e ciò sotto pena di nullità della medesima deliberazione, che qualcuna di esse, attinente sostanzialmente agli atti dell’elezione stessa, possa essere modificata o sostituita. Se poi si legge ancora nella costituzione emanata da Giovanni Paolo II a giudizio della maggioranza degli elettori, nulla impedisce che si proceda alle operazioni dell’elezione, si passerà immediatamente ad esse, secondo le modalità indicate in questa medesima elezione".