BENEDETTO XVI: MONS. CODA, UN’ELEZIONE NEL SEGNO DELLA "CONTINUITA’", L’IMPEGNO DEL NUOVO PAPA PER UN'”IDENTITA’ DIALOGANTE”

Con Papa Benedetto XVI, i 115 cardinali elettori hanno dato un segnale di "continuità" con l’"eredità" di Giovanni Paolo II, che il nuovo Pontefice è chiamato a "promuovere, consolidare e ampliare a 360°": a partire proprio dal concetto di Chiesa universale come comunità dotata di un’"identità dialogante", che ha fatto da sfondo all’omelia dell’allora card. Ratzinger nella Messa "Pro Eligendo Pontifice", in apertura del Conclave. Il teologo Piero Coda "saluta" così – in sintesi – l’elezione del 264° successore di Pietro. "Il primo sentimento – dichiara al Sir – è di stupore per l’azione dello Spirito Santo, che si è espressa evidentemente con un atto di grande comunione nel collegio cardinalizio, e quindi anche con una convergenza molto rapida su una figura di grande prestigio e autorevolezza, in questo modo chiamata a promuovere, consolidare e ampliare l’enorme eredità di Giovanni Paolo II e del Concilio Vaticano II". Come teologo, Benedetto XVI –ha aggiunto Coda – "è l’uomo che è stato certamente il braccio destro di Giovanni Paolo II sotto l’aspetto dottrinale, ed è quindi il garante dell’esperienza della Chiesa universale, l’uomo in cui i cardinali hanno riconosciuto la persona adatta a ricevere questa eredità e a ‘trafficarla’ secondo lo spirito del Vangelo". Un’elezione, quella di oggi, che secondo il teologo si pone "nel segno della continuità e della consapevolezza della responsabilità di non disperdere, ma di far fruttificare i grandi insegnamenti e i gesti che hanno caratterizzato il pontificato di Giovanni Paolo II". La "chiave di lettura" del nuovo pontificato, secondo Coda, è da ricercarsi nell’omelia della Messa del 18 aprile, al centro della quale c’era "il tema dell’identità cristiana come identità dialogante, fondata sull’assioma paolino della verità nella carità: la carità senza verità è cieca ,e la verità senza carità è come un cembalo che tintinna, dice san Paolo".