“Ecclesiologia, teologia, storia del dogma e funzione della teologia come scienza della fede”, ma anche “mariologia ed escatologia”. Sono questi, secondo mons. Marcello Semeraro, vescovo della diocesi suburbicaria di Albano Laziale, alcuni dei temi che compongono il profilo teologico del nuovo Pontefice. Secondo mons. Semeraro, che ha curato la voce “Ratzinger” per il “Dizionario dei teologi”, “due sono i momenti che delineano il profilo teologico di Benedetto XVI: quello della sua ricerca teologica e del suo insegnamento della teologia a Frisinga, a Bonn, a Münster, a Tubinga, a Ratisbona, e quello della sua nomina ad arcivescovo di Monaco nel 1977. Con questa nomina, egli infatti passa dalla cattedra del magistero teologico alla cattedra del magistero pastorale. Nel 1981, la responsabilità di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede avvia una nuova tappa per l’individuazione di quel profilo globale che, comunque sia, è provvisorio, perché d’ora in avanti dobbiamo attenderci il suo magistero pontificio”. Dal punto di vista della produzione teologica, per Semeraro, “alcune tematiche dal momento della sua nomina ad arcivescovo e, poi, a prefetto della Congregazione, sono privilegiate. La prima è l’ecclesiologia: su questo tema è massimamente impegnato a partire dalla sua tesi su ‘Popolo e casa di Dio nella dottrina della Chiesa di Sant’Agostino’. Alla categoria di ‘popolo di Dio’, egli ha guardato con attenzione critica soprattutto dopo il Concilio, mostrandone tutte le possibilità e anche i rischi nel contesto della cultura contemporanea. Altri ambiti cui egli ha rivolto la sua attenzione sono la teologia, la storia del dogma e anche la funzione della teologia come scienza della fede. Qui vorrei richiamare un’altra grande opera del 1957: ‘La teologia della storia in San Bonaventura’. Un testo, tradotto in italiano molto più tardi, nel 1991. Nei nomi di Agostino e Bonaventura possono essere individuate delle direttive non solo di impostazione teologica, ma anche di concezione spirituale”. Mons. Semararo conclude con un richiamo all’omelia nella messa “pro eligendo Pontifice”, tenuta ieri dal card. Ratzinger, ora Benedetto XVI: “I media si sono concentrati sulla parte iniziale in cui egli fa un’analisi dell’impostazione culturale del momento e, quindi, parla del relativismo. Però dopo questa analisi, Ratzinger si allarga sui temi della fede e della carità, e anche sul temi dell’amicizia con Dio. Ritrovo in questo discorso una perfetta corrispondenza con una delle sue opere più note: ‘Introduzione al cristianesimo’. Vedendo l’introduzione di quel volume tutto è bilanciato sul dilemma della fede nel mondo contemporaneo e, in questo contesto, delinea la fede come ‘uno stare e comprendere’. L’ultima meditazione nell’introduzione di questo volume è, appunto, sull’Amen della fede come un poggiarsi totalmente a Dio. Questi sono anche i temi toccati nella seconda parte dell’omelia di ieri”.