CONCLAVE: SETTIMANALI DIOCESANI, I CARDINALI, "STRUMENTO DI UN REGISTA PIÙ ALTO”. L’INCORAGGIAMENTO AL FUTURO PAPA

Durante l’attesa del nuovo Papa, occorre evitare “alcuni rischi”. L’avvertimento è di mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea, che dalle colonne del settimanale diocesano “Il Risveglio popolare” esorta a non “voltare pagina velocemente rispetto all’insegnamento lasciatoci da Giovanni Paolo II. Non è difficile prevedere – afferma mons. Miglio – che il nuovo Papa riprenderà molte delle parole di papa Wojtyla” sviluppandone e ampliandone “la missione”. Un ulteriore “rischio per i credenti” è per il vescovo di Ivrea, quello di “dimenticare la realtà ‘sacramentale’ della Chiesa. Giusto dunque seguire le notizie di mezzi di informazione”, ma “guai a dimenticare che alla fine” i cardinali “restano strumento di un Regista più alto che tesse il suo disegno attraverso le scelte umane”. Più che fare pronostici sull’identità del nuovo Papa o esprimere auspici legati “alla propria visione, tradizionale o progressista, della Chiesa”, occorre “pregare – si legge in una nota de “L’Azione” (Vittorio Veneto) -, perché il futuro Papa sappia percepire e accogliere il più possibile ciò che lo Spirito Santo vuole dalla sua Chiesa”. “Non deve essere facile fare il Papa”: titola così “Il Cittadino” (diocesi di Lodi) un articolo di don Guglielmo Cazzulani che “al Papa che verrà” augura “soprattutto un po’ di quiete” tentando di “immaginare lo stato d’animo di un uomo che in pochi giorni si ritrova la vita capovolta”, catapultato in “uno dei pochi mestieri che non si possono imparare da nessuno”. “Non avrà vita semplice” prosegue l’articolista, perché “le preoccupazioni di un uomo che si prende cura di un’intera Chiesa devono essere proprio numerose”. “Santità, non si preoccupi – è l’incoraggiamento di don Cazzulani – pensi sempre d’essere solo un servo, e che il timone della barca di Pietro è prima nelle mani di Dio che nelle nostre”.