“Lo scorrere di molte parole e immagini che continuano a testimoniare l’affetto del mondo a Giovanni Paolo II si è interrotto questa notte in piazza San Pietro. Il silenzio delle decine di migliaia di persone accorse sotto la finestra degli appuntamenti domenicali si è incontrato con il silenzio del Papa. Come una brezza notturna ha sfiorato i volti, spesso rigati dalle lacrime, di bambini, giovani, adulti e anziani arrivando al volto del Papa sofferente, per tornare a quelli della gente. Il silenzio, intercalato da preghiere e canti sommessi dei giovani, si è fatto comunicazione intensa, alta, intima. Lo scorrere muto della notte ha sorpreso anche chi, per responsabilità professionale, doveva e deve continuamente cercare parole, immagini, gesti. Ancora una volta il Papa ha fatto al mondo il dono di uno stupore che non si può raccontare se non con il linguaggio del volto e del cuore. Così come non si può tradurre con parole solo umane il pensiero del card. Ruini in San Giovanni in Laterano: “…come prima in tutto il suo ministero, già vede e già tocca il Signore”. Il Papa sta varcando la soglia della “porta spalancata da Dio” con la sua paternità che è fatta di umanità, di tenerezza e nello stesso tempo di certezza e di fiducia nell’indicare, anche nelle ore più difficili, la meta a cui tendere, la Persona che dopo aver accompagnato ogni uomo nella vita lo attende al termine delle sue giornate terrene. Un insegnamento ultimo, con il linguaggio del silenzio che è il linguaggio della speranza, il linguaggio della resurrezione”.