BENEDETTO XVI: IL MESSAGGIO DEL PAPA PER LA FINE DEL CONCLAVE (2)

Nel messaggio Benedetto XVI ricorda il suo predecessore e afferma di sentire "la mano forte di Giovanni Paolo che stringe la mia; mi sembra di vedere i suoi occhi sorridenti e di ascoltare le sue parole, rivolte in questo momento particolarmente a me: “Non avere paura!". La morte di Wojtyla, e i giorni che sono seguiti, "sono stati per la Chiesa e per il mondo intero un tempo straordinario di grazia. Il grande dolore per la sua scomparsa e il senso di vuoto che ha lasciato sono stati temperati dall’azione di Cristo risorto… i funerali di Giovanni Paolo II sono stati un’esperienza straordinaria in cui si è in qualche modo percepita la potenza di Dio. Nell’ora della morte, Giovanni Paolo II ha coronato il suo lungo e fecondo Pontificato, confermando nella fede il popolo cristiano, radunandolo intorno a sé e facendo sentire più unita l’intera famiglia umana. Come non sentirsi sostenuti da questa testimonianza? Come non avvertire l’incoraggiamento che proviene da questo evento di grazia?
Papa Ratzinger si dice sorpreso della sua elezione, ma "se è enorme il peso della responsabilità che si riversa sulle mie povere spalle, è certamente smisurata la potenza divina su cui posso contare: ‘Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa’. Scegliendomi quale Vescovo di Roma, il Signore mi ha voluto “pietra” su cui tutti possano poggiare con sicurezza. Chiedo a Lui di supplire alla povertà delle mie forze, perché sia coraggioso e fedele Pastore del suo gregge, sempre docile alle ispirazioni del suo Spirito, ‘in Te, Domine, speravi; non confundar in aeternum!’". Una richiesta inoltrata anche "a tutti i Fratelli nell’Episcopato": "chiedo di sostenermi con la preghiera e con la costante, attiva e sapiente collaborazione. Chiedo anche di essermi accanto con la preghiera e col consiglio, perché possa essere veramente il Servus servorum Dei". (segue)” ”