Nel Messaggio non manca un forte richiamo alla collegialità: "Come Pietro e gli altri Apostoli costituirono un unico Collegio apostolico, allo stesso modo il Successore di Pietro e i Vescovi, devono essere tra loro strettamente uniti. Questa comunione collegiale, pur nella diversità dei ruoli e delle funzioni del Romano Pontefice e dei Vescovi, è a servizio della Chiesa e dell’unità nella fede, dalla quale dipende in notevole misura l’efficacia dell’azione evangelizzatrice nel mondo contemporaneo. Su questo sentiero intendo proseguire anch’io, unicamente preoccupato di proclamare al mondo intero la presenza viva di Cristo". "Giovanni Paolo lascia una Chiesa più coraggiosa, più libera, più giovane che guarda con serenità al passato e non ha paura del futuro" che segue il Concilio quale “bussola” con cui "orientarsi nel vasto oceano del terzo millennio". "Anch’io forza la decisa volontà di proseguire nell’impegno di attuazione del Concilio Vaticano II". Fonte e centro di questo impegno è "l’Eucarestia da cui scaturisce ogni altro elemento della vita della Chiesa". L’Eucarestia sarà infatti al centro nella Solennità del Corpus Domini, in agosto nella Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia e, in ottobre, dell’Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Dall’Eucarestia, ribadisce il Messaggio, "i cattolici non possono non sentirsi stimolati a tendere alla piena unità ed è con piena consapevolezza, che assumo come impegno primario di lavorare alla ricostituzione della piena e visibile unità di tutti i seguaci di Cristo. Il dialogo teologico è necessario, l’approfondimento delle motivazioni storiche di scelte avvenute nel passato è pure indispensabile. Ma ciò che urge maggiormente è quella “purificazione della memoria”. Dal dialogo ecumenico a quello con le altre fedi il passo è breve: "Nell’intraprendere il ministero il nuovo Papa sa "che suo compito è di far risplendere davanti agli uomini e alle donne di oggi la luce di Cristo: Con questa consapevolezza mi rivolgo a tutti, anche a coloro che seguono altre religioni o che cercano una risposta alle domande fondamentali dell’esistenza e ancora non l’hanno trovata. A tutti mi rivolgo per assicurare che la Chiesa vuole continuare a tessere con loro un dialogo aperto e sincero, alla ricerca del vero bene dell’uomo e della società. Non risparmierò conclude – sforzi e dedizione per proseguire il promettente dialogo con le diverse civiltà, perché dalla reciproca comprensione scaturiscano le condizioni di un futuro migliore per tutti". Infine un appuntamento ai giovani per la Gmg di Colonia: "con voi, cari giovani, futuro e speranza della Chiesa e dell’umanità, continuerò a dialogare, ascoltando le vostre attese nell’intento di aiutarvi a incontrare sempre più in profondità il Cristo vivente, l’eternamente giovane".