BENEDETTO XVI: LA GENTE IN PIAZZA SAN PIETRO IL GIORNO DOPO

"Il Papa è per la Chiesa universale, non è importante la sua nazionalità, anche se un po’ abbiamo sperato per un Papa africano": è quanto ha affermato Peter Anyanwu, della Nigeria, in piazza S. Pietro il giorno dopo la proclamazione di Benedetto XVI. "L’originalità del card. Ratzinger è nota – ha aggiunto – e pensiamo che sarà un grande Papa che saprà guardare anche al c.d. Terzo mondo dove è il futuro della Chiesa". "Come Giovanni Paolo II ha aiutato a superare la divisione tra est e ovest negli anni della Guerra fredda – ha aggiunto Jude Nwankwo, anch’egli nigeriano – ci auguriamo che Benedetto XVI aiuti a superare la divisione tra nord e sud del mondo, tra ricchezza e sottosviluppo: egli avrà molto da fare nel campo della giustizia economica". Anche Anapaola Pabòn, di Caracas, in Venezuela, non è delusa per la nazionalità del nuovo pontefice: "Non importa che non sia latinoamericano, come molti si aspettavano. L’importante non è la nazionalità ma la continuità con la linea di apertura di Giovanni Paolo II. Questo è un momento di grande speranza e di aspettativa di tutto il mondo per un Papa che rafforzi la fede e sappia dialogare". Yan Carlos, di Maracaibo, in Venezuela, studia all’Istituto Biblico dell’Università Gregoriana ed è nato nel 1978: "Giovanni Paolo II è l’unico Papa che abbia conosciuto. Fa una strana impressione essere qui ad applaudirne un altro… Sono convinto che Benedetto XVI darà grande slancio al dialogo ecumenico perché viene dalla Germania ed è abituato al confronto con la chiesa protestante e questo è stato anche uno dei punti fondamentali del magistero di Giovanni Paolo II".