“La Chiesa deve maturare sempre più la comprensione della sua missione pastorale nel tempo in cui viviamo”. È quanto ha affermato questa mattina il card. Roberto Tucci alla tavola rotonda “Chiesa, cosa dici di te stessa?”, organizzata in occasione dell’assemblea nazionale dell’Azione cattolica e dedicata al Concilio Vaticano II. Ed è da questa comprensione, ha aggiunto il porporato, “che hanno preso vita i documenti conciliari, in particolare la ‘Dei Verbum’ e la ‘Gaudium et spes'”. Tucci ha poi ricordato il pensiero di papa Giovanni Paolo II, all’epoca card. Wojtyla, sulla necessità di “contrastare l’ateismo marxista, esponendo un progetto di costruzione dell’uomo e della società non retrogrado”. Di una “Chiesa in relazione” ha invece parlato Ina Siviglia, docente di antropologia teologica presso la Facoltà teologica di Sicilia. “Il Concilio è stato portatore di un aggiornamento, non di un adattamento della Chiesa: aggiornamento nel senso di presentare il messaggio di Cristo alla società contemporanea”. In questo senso “ci ha consegnato una Chiesa da una parte in relazione a Cristo, e dall’altra in relazione al mondo. La Chiesa che esce dal Concilio si fa compagna e serva dell’uomo contemporaneo”.