” “Nel segno di Giovanni Paolo II. Si è aperto così il papato di Benedetto XVI che oggi, nell’omelia della messa di inizio pontificato ha voluto ricordare, come già nei giorni scorsi, la figura del suo predecessore.
“Quanto ci siamo sentiti abbandonati dopo la dipartita di Giovanni Paolo II! Il Papa che per ben 26 anni è stato nostro pastore e guida nel cammino attraverso questo tempo” ha detto commosso il Pontefice che ha aggiunto: “Egli varcava la soglia verso l’altra vita entrando nel mistero di Dio. Ma non compiva questo passo da solo. In quel momento noi abbiamo potuto invocare i santi di tutti i secoli i suoi amici, i suoi fratelli nella fede, sapendo che sarebbero stati il corteo vivente che lo avrebbe accompagnato nell’aldilà, fino alla gloria di Dio. Noi sapevamo che il suo arrivo era atteso. Ora sappiamo che egli è fra i suoi ed è veramente a casa sua”. Per Benedetto XVI “Proprio nei tristi giorni della malattia e della morte del Papa” si è manifestato “in modo meraviglioso” che “la Chiesa è viva, è giovane”. La figura di Giovani Paolo II riemerge ancora una volta, poi, alla fine dell’omelia quando Benedetto XVI ha rievocato il 22 ottobre 1978, data in cui papa Wojtyla iniziò il suo ministero petrino. “Ancora, e continuamente è il ricordo di Benedetto XVI – mi risuonano nelle orecchie le sue parole di allora: “Non abbiate paura, aprite anzi spalancate le porte a Cristo!” Il Papa parlava ai forti, ai potenti del mondo ma soprattutto ai giovani. “Io vorrei dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo e troverete la vera vita”.