ECUADOR: MISSIONARI PADOVANI, “DOPO GLI SCONTRI CIVILI ANCORA PIÙ VICINI ALLA POPOLAZIONE”

” “Dopo i gravi scontri civili dei giorni scorsi in Ecuador i missionari fidei donum di Padova manifestano la loro vicinanza alla popolazione impegnandosi maggiormente per la formazione politica e sociale delle coscienze. In un documento stilato dai sette missionari fidei donum padovani e da una laica presenti a Quito e Tulcàn vengono raccontati gli ultimi drammatici fatti che hanno riguardato il Paese latino americano. Da mercoledì 13 aprile scorso, infatti, il popolo di Quito manifestava pacificamente il suo disaccordo verso il governo. La risposta del presidente dell’Ecuador, Lucio Gutierrez, è stata armata e di grande repressione: oltre a numerosi feriti sono morte quattro persone, tra cui il fotografo Julio Garcia, del Feep (Fondo Ecuadoriano Populorum Progressio). Mercoledì 20 aprile, Gutierrez è stato destituito, sostituito con il vice Alfredo Palacio e poi arrestato all’aeroporto mentre cercava di fuggire. Ora è rifugiato politico in Brasile. I missionari padovani, nel documento intitolato “Una vez mas” (Ancora una volta) raccontano della continua situazione di instabilità politica, della corruzione, dell’ingombrante potere dell’esercito, del peso del debito estero che costringe alla povertà e all’emigrazione milioni di ecuadoriani (già 2.500.000 sono all’estero, su 13 milioni di abitanti) e della “successione di scelte politiche giudiziarie incomprensibili”, di cui l’ultima è stata la destituzione della Corte suprema di giustizia e l’annullamento dei processi in corso contro l’ex presidente Gutierrez. “Ancora una volta – affermano – la caratteristica del popolo sudamericano di passare dal pensiero all’azione senza un momento di riflessione ha fatto crescere la partecipazione popolare di dissenso arrivando a far decidere al presidente di rispondere con la repressione e le contro manifestazioni (di gente pagata)”. Con l’elezione del nuovo presidente la gente chiede ora formazione politica. Da qui la decisione dei missionari padovani “di accompagnare questo processo attraverso il rafforzamento di una proposta formativa di pastorale sociale e la condivisione del lavoro in una associazione che si impegna in progetti di sviluppo”.