REFERENDUM LEGGE 40: COMITATO “SCIENZA & VITA” CHIEDE ALLA RAI “DI FARSI GARANTE DEL PLURALISMO”. ADESIONE DEL MOVIMENTO CASALINGHE

” ““Moderata soddisfazione” è stata espressa dal Comitato “Scienza & vita” riguardo al via libera da parte della commissione di Vigilanza della Rai al regolamento sull’informazione del servizio pubblico per i referendum del 12 e 13 giugno sulla legge per la procreazione medicalmente assistita. “Se da un lato – osserva il consiglio esecutivo del Comitato – c’è da rallegrarsi per il riconoscimento della posizione di chi si astiene che viene a tutti gli effetti computata – secondo il dispositivo emanato oggi – nel campo del ‘no’, dall’altro ci si rende conto che gli stessi parlamentari che hanno aderito al Comitato, condividendone la scelta del non voto, dovranno sgomitare all’interno dei rispettivi partiti per sostenere in video la propria posizione”.  “Non è forse ancora maturo il tempo – aggiunge il Comitato – per il formale riconoscimento di una terza via democratica, quale è appunto quella dell’astensione che, pur essendo a tutti gli effetti garantita costituzionalmente, non trova un eguale corrispettivo nelle sedi informative pubbliche”. Il Comitato auspica però, “che proprio in virtù della presa d’atto che in questa tornata referendaria sono proprio i soggetti della società civile ad avere un ruolo fondamentale, la Rai si faccia garante del pluralismo. Trovi gli spazi e garantisca le presenze per dare voce a questo mondo che ha scelto consapevolmente e secondo i dettami della propria coscienza, di non votare”. Intanto anche il Moica (Movimento italiano casalinghe, che riunisce 40.000 associate) ha dato la sua adesione al Comitato “Scienza & vita”. “La nostra adesione – spiega la presidente nazionale Tina Leonzi – nasce dalla convinzione profonda che la vita ha inizio nel momento del concepimento. Scienza ed esperienza, natura e cultura, confermano questo dato certo e incontrovertibile”. “Dovere e diritto di credenti e non credenti – afferma ancora – è di opporsi, non votando, a un referendum che intende stravolgere questi valori”. “Come donne – conclude Leoni – avvertiamo questa doppia responsabilità, convinte che se la maternità è un diritto, è un diritto anche quello del bambino di conoscere la propria origine genetica e di godere delle cure e degli affetti di una famiglia stabile”.