COMMERCIO ARMI: APPELLO DELLA CAMPAGNA “CONTROL ARMS” AI PARLAMENTARI E DENUNCIA, “INDUSTRIA BELLICA ITALIANA IN AUMENTO RECORD” (2)

” “Nel commento alla relazione 2005 viene evidenziata la tendenza del governo a rassicurare sulla destinazione della vendita di armi “con una posizione di cautela verso Paesi in stato di tensione”, visto che ai primi posti figurano Paesi come Regno Unito, Norvegia, Polonia, Portogallo, Stati Uniti e Grecia. “Ma i problemi permangono – spiega Giorgio Beretta, dell’Osservatorio permanente armi leggere –. La lista delle 690 nuove autorizzazioni concerne ben 65 Paesi tra cui la Malaysia, la Turchia, l’India, il Pakistan, il Perù”. Il governo si dice anche preoccupato degli effetti della Campagna “Banche armate”, dato che “molti istituti, pur di non essere catalogati tra le cosiddette ‘banche armate’ – si legge nella relazione governativa – hanno deciso di non effettuare più o limitare significativamente le operazioni bancarie connesse con l’importazione e l’esportazione di materiali d’armamento”. Ma secondo Beretta, che confronta i dati della relazione presentata al Ministero dell’economia-finanze, “si apprende invece tutt’altra storia” con un “incremento notevole delle transazioni bancarie” e con “due banche italiane – Banca di Roma e Gruppo bancario San Paolo Imi che da sole ricoprono quasi il 60% delle autorizzazioni”. Positivi passi sono stati fatti da altre banche come Unicredit (“solo l’1,5% delle autorizzazioni”), con “l’uscita definitiva di Mps e la bassissima quota di autorizzazioni di Banca Intesa”. A fronte di questi dati preoccupanti i responsabili della Campagna chiedono quindi una “mobilitazione generale per un controllo più preciso del commercio di armi, aderendo il più possibile alla foto-petizione”.
” ” 
” ”