FICTION SU DE GASPERI: FRANCESCO MALGERI: “GRANDE SENSO DI LAICITÀ” NON “ATTENUAZIONE DELLA FEDE”. IL DISTACCO DEI GIOVANI

“In linea di massima riflette la personalità dell’uomo, del quale andava però meglio sottolineata la spiritualità e la fede profonda che guidava tutte le sue azioni”: è l’opinione di Francesco Malgeri, docente di storia contemporanea presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma, a proposito del ritratto dello statista emerso da “De Gasperi. L’uomo della speranza”, la fiction in due puntate trasmessa nei giorni scorsi da Rai1. Per quanto riguarda l’episodio descritto nella seconda puntata, circa il tentativo di costringere De Gasperi ad un alleanza con la destra in vista delle elezioni amministrative di Roma del 1952, “si tratta di un episodio documentato in cui si manifestò la volontà di alcuni ambienti di forzare la mano a De Gasperi, preoccupatissimo che ciò potesse determinare una crisi di governo e l’uscita da esso delle componenti laiche presenti. De Gasperi era, infatti convinto, – e questo è un altro aspetto rimasto un po’ in ombra nella fiction – che la politica del centrismo non avesse alternative”. “L’episodio – ha commentato Malgeri – dimostra il grande senso di laicità dell’impegno politico che De Gasperi aveva maturato sotto la guida di mons. Enrici, vescovo di Trento: non attenuazione della fede, ma distinzione di ruoli. Anche l’Azione cattolica del tempo reagì con fermezza al progetto, con prese di posizione contrarie alla lista civica voluta da Gedda, soprattutto da parte delle donne e dei giovani dell’associazione”. I dati Auditel parlano di soli 246 mila spettatori della fiction tra i 15 e i 20 anni: “non è un dato incoraggiante – ha affermato Malgeri -; ho l’impressione cha da una stagione di impegno politico viziato da troppa ideologizzazione, i giovani siano passati ad un distacco dalla storia in generale, puntando più sull’effimero e sul transitorio”.