SOCIETÀ: ISTITUTO STURZO, “LA CHIESA E LE SFIDE DELLA MODERNITÀ”

” ““La modernità per la Chiesa è la relazione con la storia in ogni tempo e in ogni luogo. Non solo oggi, ma da sempre, la Chiesa ha dovuto confrontarsi con essa”: lo ha affermato lo storico Alberto Monticone durante una tavola rotonda tenutasi ieri a Roma presso l’Istituto Luigi Sturzo, con la partecipazione dei docenti universitari Paolo Prodi e Maurilio Guasco. La tavola rotonda, moderata dallo storico Pietro Scoppola, ha preceduto l’assegnazione del “Premio Desiderio Pirovano”, conferito ad Anna Zingale per l’opera “La Chiesa al tramonto della Controriforma” (Edizioni Studium) e a Michela Catto per l’opera “Un panopticon cristiano. L’arciconfraternita della dottrina cristiana a Roma in età moderna” (Edizioni di Storia e Letteratura). Si tratta, ha detto ancora Monticone, di “una relazione biunivoca che incide sulla struttura stessa della Chiesa: rapportarsi con la modernità significa procedere alla riforma interna della Chiesa”. Quest’ultima, inoltre “è sempre di fronte alla scelta tra tradizione e profezia (fare un passo innanzi alla storia), alla quale però non può rinunciare”. Per quanto riguarda la concezione della postmodernità, ” se si tratta di una realtà, appartiene solo ad una parte del mondo, quella occidentale e dei paesi che si riconoscono nei suoi modelli culturali e di sviluppo, dove la Chiesa è costretta al confronto con contesti secolarizzati”. La sfida, allora, per la Chiesa di oggi: “è cogliere la differenza tra queste due parti del mondo. Guardare agli aspetti evidenziati della modernità, nell’ottica di una bipolarizzazione della Terra: culturale, umana, sotto il profilo delle aspettative”.