” “Minacce, intimidazioni varie e pedinamenti da parte dei paramilitari sono stati fatti in Colombia ad un educatore e giornalista italiano, Cristiano Morsolin, per aver denunciato in America Latina e in Europa il massacro nella comunità di pace di San José Apartado, il 21 febbraio scorso. Un appello a suo favore è stato fatto nei giorni scorsi dall’Osservatorio per la protezione dei difensori dei diritti umani, con sede a Ginevra, che si dice "seriamente preoccupato per l’integrità fisica e psicologica di Cristiano Morsolin", che ora vive a Bogotà e si occupa di progetti sociali per la difesa dei diritti umani in America Latina dal dicembre 2004, dopo una lunga esperienza in Ecuador, Perù, Brasile. "Ci tengo a sottolineare dice Cristiano Morsolin al Sir che non è una questione personale. Cerco di rendere visibile e far conoscere l’impegno di tanti difensori dei diritti umani, troppo spesso sconosciuti e indifesi di fronte alle aggressioni e minacce di cui il governo Uribe non fa eccezione. Sto accompagnando Gloria Cuartas, gia sindaco di San Jose de Apartado, in questo percorso di ricerca di giustizia, pace e verità anche nella complessità del conflitto colombiano". L’Osservatorio documenta infatti una serie di episodi intimidatori che hanno avuto inizio una ventina di giorni fa, con messaggi scritti nei quali si fa sapere che "i gruppi paramilitari stanno cercando un giornalista italiano" perché ha diffuso all’estero notizie del massacro di San Josè Apartado, durante il quale sono state seviziate e uccise otto persone, tra cui donne, bambini e il leader della comunità Luis Eduardo Guerra. A seguito degli articoli e delle denunce di Morsolin numerosi parlamentari europei ed italiani si sono mobilitati per chiedere spiegazioni alle autorità europee. (segue)