"Giovanni Paolo II che tiene per mano 5 giovani, rappresentativi di ogni continente, e con questi attraversa la porta di Tor Vergata durante la Gmg del 2000": questa la prima immagine che affiora dal ricordo personale del pontefice di mons. Renato Boccardo, attuale segretario generale del Governatorato del Vaticano ed organizzatore delle Gmg di Denver, Manila, Parigi e Roma. "Si tratta forse ha spiegato mons. Boccardo dell’immagine sintetica di questo pontificato: il Papa prende per mano i giovani per portarli a Cristo ma, allo stesso tempo, già anziano e malato, si fa portare da loro. C’è in questa immagine il senso del dialogo tra le generazioni: non si tratta di un anziano qualsiasi ma dell’anziano che quei giovani ha fatto crescere". Ancora i giovani tra i ricordi più vividi "di un uomo poliedrico e ricco di umanità": "la commozione di Giovanni Paolo II nello scorgere le lacrime delle due ragazze di Sarajevo durante l’incontro dei giovani europei a Loreto; era il 7 settembre del 1995 e Sarajevo in quel momento era sotto le bombe". "Giovanni Paolo II ci ha mostrato un’immagine del Papa ha concluso mons. Boccardo diversa da quella cui eravamo abituati: un uomo di straordinaria spiritualità ma che manifestava i suoi sentimenti e che non ha mai nascosto la sua malattia, la sua debolezza. Questo Papa ci ha insegnato non solo a vivere, ma anche a morire".