PAPA: NOTA SIR, “LO SPLENDORE DELLA VERITA'”” “” “

” “SIR – 03/04/2005 – Pubblichiamo la nota Sir sulla morte di Giovanni Paolo II. “Gli uomini del nostro tempo, magari non sempre consapevolmente, chiedono ai credenti non solo di parlare di Cristo ma in un certo senso di farlo loro vedere”. Questo pensiero, tratto dalla Novo Millennio Ineunte, torna più di altri alla mente nelle ore di raccoglimento che hanno preceduto e oggi seguono la morte di Giovanni Paolo II. Il Papa, anche sotto i riflettori dei media, ha sempre rimandato attraverso il proprio volto al volto di Dio, ha chiesto e chiede al mondo di guardare più in alto, di alzare lo sguardo oltre la finestra alla quale si affacciava per i saluti, la preghiera, la benedizione e infine il silenzio della sofferenza. Le pagine di storia che Giovanni Paolo II ha scritto sono tutte illuminate dalla luce di questo Volto. Non sarebbero altrimenti pienamente comprensibili. Nell’omelia dell’Epifania 2001, chiudendo il Grande Giubileo dell’anno 2000, il Papa aveva richiamato la suggestiva immagine del “mysterium lunae”, aveva ricordato a tutti che come la luna assorbe e riflette la luce del sole così ad ogni uomo è chiesto di cercare, vivere e di diffondere nel mondo la luce di Dio. Lo splendore della verità, aveva più volte affermato, deve illuminare ogni giorno il dialogo tra fede e ragione, tra vita e Vangelo. L’appello a volte si era trasformato in monito paterno ed allora la voce si era alzata fino a diventare grido che rompeva le indifferenze, fermava le inutili parole e andava oltre ogni rumore.Anche tutta la straordinaria comunicazione del Papa, i gesti improvvisi e le battute fuori schema erano l’espressione di una tenerezza che aveva radici profonde in quella verità che egli aveva sempre definito non una formula ma una Persona. Mentre di Giovanni Paolo II si ricordano, assai giustamente, pensieri, parole e opere, nella “Novo Millennio Inenunte” egli propone un progetto di vita: “La nostra testimonianza – scrive – sarebbe insopportabilmente povera se noi per primi non fossimo contemplatori del suo volto”. Una contemplazione del Volto, della Verità, da cui per il Papa è disceso l’impegno a stare con amore e con gioia nella storia, dalla parte della pace, della giustizia e della libertà. Questa, nella speranza che non delude, è la consegna affidata a chi lo ricorda con struggente nostalgia, sconfinata gratitudine.