” ““Per i disabili e per i problemi dei giovani del Sud del mondo Giovanni Paolo II ha aperto tanti orizzonti ma ora bisogna percorrerli”. A parlare al Sir è don Franco Monterubbianesi, fondatore della Comunità di Capodarco oltre venti comunità tra persone disabili e non, in Italia e in altri Paesi del Sud del mondo e dell’Associazione Noi Ragazzi del mondo (Ainram) che unisce in iniziative comuni ragazzi del Nord e del Sud del mondo. “Tutte le Comunità di Capodarco stanno vivendo questi momenti con molta commozione racconta don Monterubbianesi -. Due volte abbiamo incontrato il Papa, sono state tappe significative. La prima volta nell”80 quando ha conosciuto la nostra esperienza di vita, che comprendeva la novità di matrimoni tra disabili con figli, e poi durante l’incontro del 2004 (Messaggio ai partecipanti al Simposio Internazionale su “Dignità e diritti della persona con handicap mentale” – 8 gennaio 2004, ndr). In quell’occasione il Papa ha riconosciuto il valore del disabile quale testimone privilegiato di umanità, perché se accolto sul territorio è in grado di trasformarlo. Ma è un cammino tutto da fare, ci sono ancora molti problemi da risolvere, tra cui quello del ‘dopo-di-noi’ ossia cosa accadrà alle persone disabili assistite dai genitori quando questi non ci saranno più”. Don Monterubbianesi racconta che uno donna disabile della comunità di Roma “ieri è andata davanti alla salma del Papa e mi ha detto di avere pregato per i giovani in difficoltà in tutte le zone nel mondo, soprattutto nei Paesi poveri. Ricordiamo che quando il Papa andò in Brasile gridò contro l’abbandono e la situazione dei ragazzi di strada”. “Giovanni Paolo II ha aperto tanti orizzonti conclude – ma adesso bisogna percorrerli perché non tutta la Chiesa l’ha seguito rispetto alla sensibilità sui problemi del mondo. Non è stato ascoltato né dai grandi né da tutta la Chiesa. Speriamo che ciò che ha seminato possa portare frutto”.
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