” “I settimanali diocesani continuano a pubblicare editoriali che raccontano “ricordi ed emozioni di tanti incontri” con il Papa ed esprimono la loro commozione ed ammirazione per la sua figura. “Ora che Giovanni Paolo II è tornato a Dio e che, sembra quasi impossibile non vederlo più scrive don Giovanni Carta, direttore del settimanale “L’Ortobene” della diocesi di Nuoro -, tornano alla mente e consolano il cuore i tanti incontri che durante il lungo pontificato ho avuto la fortuna e la grazia di avere”. Don Carta racconta i suoi incontri come parroco di Mamoiada e la gioia di concelebrare con il Papa nella su residenza di Castelgandolfo: “Finita la Messa si fermò con i giovani per una mezzora parlando e cantando con loro, come fosse uno di loro. Ci salutò uno per uno…si felicitò con me, mi prese la testa tra le mani e baciandomi nella fronte, gesto per Lui usuale mi disse: ‘Ricorda, seguire i giovani rinfresca il sacerdozio'”. Nicola Paparella, direttore del settimanale “L’Ora del Salento” dell’arcidiocesi di Lecce, ricorda invece “l’eccellenza di questo Papa nella fede ed un suo speciale splendore nella grazia divina. Ma noi vogliamo dire Grande e Santo, per sottolineare la eccezionale statura di quest’uomo nel quale abbiamo imparato a riconoscere e ad apprezzare valori umani inconsueti e carismi spirituali straordinari”. Irene Argentiero, direttrice del settimanale “Il Segno” di Bolzano preferisce ricordarne “il volto ‘privato'”, come quando si recava al “Santuario della Mentorella, quell’eremo solitario a poche decine di chilometri da Roma, che Giovanni Paolo II aveva eletto a ‘sua Betania’. Così come Gesù si recava nella casa di Marta, Maria e Lazzaro per riposarsi e ristorarsi dai tanti impegni pubblici, anche Papa Wojtyla amava rifugiarsi in questo ‘angolo di Paradiso’ per dialogare con quella Madonna a cui si è sempre affidato”. Don Mariano Tallone, direttore del “Corriere di Saluzzo”, ha avuto invece il singolare privilegio di essere ordinato sacerdote dal Papa: “Da quando mi venne fatta la proposta di aderire all’invito del nuovo Papa per una sua prima ordinazione sacerdotale straordinaria in Vaticano, due parole mi si scolpirono nella mente, suggerite dal cuore della mia giovinezza che stava per essere segnata per sempre dal sacramento dell’ordine, due parole che dovevo trovare il modo di pronunciare guardando negli occhi quell’uomo: ‘Grazie Pietro!'”.