PAPA: IN PIAZZA SAN PIETRO TORNATA LA NORMALITÀ, MOLTE LE BANDIERE POLACCHE

Sono stanchi ma hanno fatto a grande sorpresa “solo” 4 ore di fila per dare il loro ultimo saluto a Giovanni Paolo II. “Evidentemente – dice uno di loro – la gente si è scoraggiata ed ha rinunciato”. Ore 12.30: piazza San Pietro sembra essere tornata alla normalità. Le strade sono pulite. Le persone camminano in modo ordinato attorno al colonnato, totalmente transennato per impedire l’accesso in piazza. C’è chi, estenuato dalla lunga notte di veglia e di attesa, si è addormentato all’ombra, sui marciapiedi. Zaini e sacco a pelo, un po’ dappertutto. Gli autobus dell’Atac viaggiano tranquillamente lungo via Gregorio VII, sebbene passino in continuazione e a tutta velocità autoblu con seguito diplomatico a bordo scortate dagli agenti di polizia. Ci sono anche gli elicotteri a sorvolare la zona.
Spiccano ovunque le bandiere bianche e rosse della Polonia, segno che i connazionali di papa Wojtyla stanno arrivando a Roma.
Durante l’attesa, prima di entrare in basilica, i pellegrini sono stati accuditi dalle forze dell’ordine e dai volontari. Guidano il flusso delle persone e offrono acqua e cioccolata. Tra di loro c’è anche Antonio Grosso, 30 anni, Scout Cngei. E’ partito da Giarre (Catania) per essere qui dal papa. “Non è per suggestione mediatica se una persona decide di pagarsi un biglietto, viaggiare per 10 ore, e stare in questi giorni a Roma. E’ una scelta importante”. Anche Antonio è riuscito questa mattina a vedere il papa per l’ultima volta. Ma ora ha fretta, deve raggiungere i suoi amici Scout che in diversi punti di Roma, ad Ostiense e all’Eur, hanno il compito di distribuire l’acqua ai pellegrini. “Siamo venuti qui – dive Antonio – per rendere omaggio a Giovanni Paolo II, e dirgli il nostro grazie per quello che è stato, per la sofferenza che ha vissuto fino alla fine, per la fedeltà alla Chiesa. E’ un modello di vita da seguire”.