PAPA: NOTA SIR, DOMANI "ACCANTO AL SUO, IL VOLTO DI TOMMASO MORO"” “

SIR – 07/04/2005 – Pubblichiamo la nota Sir sui funerali di  Giovanni Paolo II che si celebreranno domani mattina.
Per i funerali del Papa la basilica e la piazza di san Pietro hanno incominciato ad accogliere e accoglieranno domani i governanti di molti popoli dei cinque continenti. Sono, nel linguaggio comune, "i grandi, i potenti della terra". La basilica e la piazza li accoglieranno a braccia aperte come in questi giorni hanno accolto e accoglieranno, con l’intera città di Roma, l’inarrestabile fiume di gente orante che non ha avuto e non ha paura di affrontare ore e ore di disagio pur di lasciare, in una manciata di secondi, un messaggio d’amore, un grazie. Li accoglieranno con rispetto, stima, cordialità e anche con qualche richiesta. Come tutti i Pontefici hanno sempre fatto nella storia. Non sarà , ne siamo convinti, un "normale" omaggio formale e sentito ad un Capo di Stato defunto ma un’espressione di riconoscenza e, ancor più ci auguriamo, l’occasione unica per un pensiero diverso e un impegno nuovo.
Risuoneranno le parole del Papa che, nel nome di Cristo, ha chiesto insistentemente, soprattutto a loro, di operare per la pace, la giustizia, il rispetto della libertà religiosa, dei diritti umani, della dignità della persona e della sacralità della vita. Parole dette sempre con umiltà e forza per proporre "l’attività politica come vocazione". Parole che domani mattina si leveranno, anche se non dette. Accanto a quello di Giovanni Paolo II piace allora pensare che ci sarà il volto  di San Tommaso Moro che il 5 novembre 2000, in occasione del Giubileo dei governanti e dei parlamentari, egli richiamò come "esempio straordinario di libertà e di aderenza alla legge della coscienza di fronte a richieste moralmente insostenibili, anche se autorevoli". L’augurio di allora del Papa, "possa il vostro lavoro essere ogni giorno al servizio della pace, della libertà e del bene comune", sia sentito domani come appello forte per "una sempre più ampia e capillare diffusione della civiltà dell’amore".