PAPA: CARCERI (RISTRETTI ORIZZONTI): “RILANCIARE IN SUO NOME LA PROPOSTA DI UN PROVVEDIMENTO DI CLEMENZA”

“Per la processione dell’Immacolata a Roma si ricordava di portare con sé in Vaticano i fiori che i detenuti inviavano, e non era cosa da poco l’attenzione a queste persone, la cui sofferenza è sempre ritenuta giustificata e giusta, perché hanno sbagliato e devono risarcire il male che hanno fatto”: è il ricordo di Stefano Bentivogli, della redazione di ‘Ristretti Orizzonti’ sito di cultura e informazione dal carcere curato dalla Casa di Reclusione di Padova e dall’Istituto Femminile della Giudecca di Venezia. Bentivogli ricorda anche l’incontro “con i parlamentari e la richiesta di un gesto di clemenza per i detenuti, che in quel momento hanno creduto che una possibilità ci fosse veramente”. E’ arrivata “l’invenzione di una sospensione della pena solo per pochi e condita da tante di quelle prescrizioni da renderla simile ad una misura di sicurezza veramente poco clemente. Lo chiamiamo ancora oggi “indultino” perché in esso si coglie una volontà di clemenza talmente piccola da sembrare controvoglia”. Non è solo “veder ridotta una pena con il suo stato di sofferenza” ma anche “avere ogni tanto la sensazione che il circolo di violenza innescato dal reato e la risposta penale possa venire interrotto”.
“In questi giorni – conclude Bentivogli – molti hanno rilanciato l’idea di un provvedimento di clemenza in ricordo del Pontefice, ma per alcuni il piano della discussione resta troppo distante dal significato della clemenza stessa”.