“Ora Santo Wojtyla per sempre”: è lo striscione dell’associazione rumeni d’Italia, che campeggia su Piazza S. Pietro, oggi dominata dai mille colori delle bandiere dei fedeli provenienti da ogni parte del mondo, perfino da Samoa, all’altro capo della terra. Tra i colori dominanti, quello della bandiera polacca, bianca e rossa; nutrita la delegazione di Wadowice, paese natale del Papa, qui da stanotte. C’è anche un gruppo di quaranta suore del Verbo Incarnato, provenienti da ogni parte del mondo: anche loro hanno passato la notte nella piazza, dormendo in sacco a pelo. Molto curata e nello stesso tempo sobria la scenografia del sagrato: al centro un semplice altare, senza baldacchino, a differenza di altre celebrazioni pontificie. A sinistra dell’altare i vescovi, i sacerdoti e i diaconi, a destra le autorità, con delegazioni di capi di stato e di governo provenienti da 200 nazioni. I cardinali sono divisi in due file: in alcuni momenti della messa esequiale scenderanno i gradini, soprattutto al momento della consacrazione del pane e del vino. Trecentoventi sacerdoti distribuiranno la comunione. Una parte dell’omelia, pronunciata dal card. Joseph Ratzinger, decano del Collegio cardinalizio, verrà pronunciata dal card. Camillo Ruini, vicario generale per la diocesi di Roma, per la supplica della Chiesa di Roma per il pontefice defunto.