LOTTA ALLA MAFIA: DIOCESI DI TRIVENTO, TERESA CORDOPATRI: "L’OMERTA’ NASCE DALLA SOLITUDINE, DALLA PAURA E DALLA SFIDUCIA NELLO STATO"

"Sono qui per ricordare a tutti i giovani che rappresentano il futuro della nostra Italia, come le storture di una coscienza sociale e morale asservita al raggiungimento di quanto si possa facilmente ottenere nella totale inosservanza di ogni legge e di ogni etica di vita, porti all’annullamento del rispetto dei diritti dei cittadini e della dignità della persona umana: in una sola parola, all’abbrutimento delle nostre coscienze": è la testimonianza resa da Teresa Cordopatri alla Scuola di formazione all’impegno sociale e politico "Paolo Borsellino", promossa dalla diocesi di Trivento. Il fratello di Teresa Cordopatri, Antonio, fu ucciso il 10 luglio 1991 da un killer della ‘ndrangheta calabrese che voleva impadronirsi degli uliveti appartenenti alla famiglia; uscita illesa dallo stesso attentato, Teresa Cordopatri collaborò attivamente con la giustizia, divenendo testimone nei numerosi processi che portarono all’individuazione dei mandanti dell’assassinio di Antonio (il clan Mammoliti che operava nella piana di Gioia Tauro) e alla confisca di diverse decine di ettari di uliveti. "Mio fratello – ha detto la Cordopatri, in giorni in cui la cronaca racconta di nuovi episodi mafiosi – è solo una delle tante persone che la mafia ha ucciso, le storie di molte delle quali non sono mai arrivate ai tribunali anche perché chi ha visto o sapeva, ha taciuto, in nome di quell’omertà che nasce dalla solitudine, dalla paura e dalla sfiducia nello Stato. La mafia oggi rappresenta il 9,8% del prodotto lordo italiano, il che vuol dire che essa è cresciuta al punto tale da essere una holding che lavora nella trama di tutto il tessuto economico, sociale e politico".