REFERENDUM LEGGE 40/2004: VESCOVO DI COSENZA, L’ASTENSIONE NON E’ UNA "SCELTA DI FUGA", MA UNA "BATTAGLIA" PER I DIRITTI DELLA PERSONA

"Le guerre e le battaglie possono perdersi, ma non per questo dobbiamo trascurare che sono in gioco i diritti della persona e dobbiamo batterci per difenderli". Mons. Salvatore Nunnari, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, ha motivato in questi termini ai suoi fedeli la scelta dell’astensione al referendum del 12 giugno sulla legge 40/2004. Intervenendo al convegno sul tema "Fecondazione artificiale tra bioetica e diritto: cavie o persone?", promosso a Rende (Cosenza) da Rinnovamento dello Spirito Santo della Calabria in collaborazione con il Comitato "Scienza e Vita" di Cosenza, il presule ha spiegato che "astenendoci dal votare noi difendiamo una legge che comunque non è del tutto conforme alla dottrina cristiana. Non andando a votare aderiamo ad un appello inscritto nella responsabilità civica che ha ogni cristiano". "Noi – ha aggiunto Carlo Casini, del Movimento per la Vita – non vogliamo il colpo di spugna sulla legge, che diverrebbe un recipiente vuoto se passassero i referendum. Sarebbe invece doloroso se qualcuno andasse a votare no o scheda bianca, perché farebbe scattare il quorum e quindi abrogarla. La nostra non è una scelta di fuga. Ognuno deve chiedersi. Questo o qualsiasi altro referendum è opportuno? E’ quel che noi decidiamo andando o non andando a votare". Continuano, intanto, nelle diocesi italiane le iniziative di sensibilizzazione sul prossimo appuntamento referendario: stasera, a Bolzano, la consulta delle aggregazioni laicali organizza un incontro sul tema "Perché l’embrione è uno di noi" (ore 20.30, piazza Duomo, 1),mentre quasi in contemporanea (ore 21) a Rimini, è in programma una conferenza dal titolo "L’embrione e la libertà della ricerca scientifica".