REFERENDUM LEGGE 40/2004: CONSULTORI FAMILIARI DI ISPIRAZIONE CRISTIANA, OGNI ABROGAZIONE DI PARTI DELLA LEGGE "MINA" LA TUTELA DEI DIRITTI COSTITUZIONALI

Ogni "rimozione", attuata attraverso il referendum abrogativo, della "tutela" dei soggetti coinvolti nella legge 40/2004 "mina ed affievolisce il regime di protezione esigito dai diritti costituzionalizzati". E’ l’ammonimento che viene dai consultori familiari di ispirazione cristiana, in un articolo sulla legge in materia di procreazione medicalmente assistita che verrà pubblicato su "Consultori familiari oggi", organo ufficiale della Confederazione Italiana dei Consultori Familiari di Ispirazione cristiana, di cui sono state anticipate oggi le bozze. "L’abrogazione degli articoli sottoposti a referendum – si legge nel testo – ipoteca gravemente la coerenza dell’Italia con gli impegni assunti nella Carta dei Diritti Fondamentali e nei molti altri documenti internazionali e comunitari sottoscritti e ratificati nel nostro Paese. I diritti costituzionali, proprio perché tali, necessitano di un regime di protezione di grado tanto elevato quanto è elevata la fonte della loro protezione che, nel caso di specie, è quella massima espressa dal patto costituzionale". No, quindi, al referendum, sì invece alla "tutela" assicurata dalla legge 40/2004, da esprimere in particolare attraverso "la non partecipazione al voto come atteggiamento che esplicita il radicale rifiuto della proposta referendaria". Tutto ciò, concludono i consultori familiari cattolici, partendo dalla consapevolezza che "non può considerarsi rimesso alla nostra discrezionalità ciò che è per sua natura indisponibile: la vita, la dignità dell’uomo, il diritto della persona allo sviluppo, il diritto di ciascuno alla relazione educativa con il proprio genitore".