Si è aperta ieri, a Tunisi, il forum biennale della Caritas "MoNa", l’organismo cattolico che riunisce 16 Paesi membri dell’area mediorientale, del Corno d’Africa e del Nord Africa. Tema dei lavori, che si concluderanno il 14 maggio, è il traffico di esseri umani e le migrazioni, definiti da Claudette Habesch, presidente di Caritas Mona, nella sua relazione introduttiva "una delle sfide più urgenti per il mondo intero". A riguardo, ha ricordato che "la Chiesa ha diffuso molti documenti su questa emergenza che ormai, ogni anno, interessa più di due milioni di donne e bambini, indotti alla prostituzione". Per questo motivo i rappresentanti dei Paesi dell’area intendono scambiarsi informazioni e strategie per impedire questo fenomeno. A parlare nelle giornate iniziali del forum anche mons. Fouad Twal, vescovo e presidente di Caritas Tunisia, che ha invitato a "non dimenticare tutte quelle popolazioni che cercano in ogni modo di uscire fuori dai deserti della povertà, della fame e della sete per entrare nei giardini del perdono e della riconciliazione". "Molte di queste persone vengono assistite dalla Caritas ha detto Rosette Hechaime, segretaria regionale di Mona – che resta l’unico organismo ad aprire loro le porte. E questo vale soprattutto per quelli vittime del traffico di esseri umani". All’incontro partecipano anche esponenti della Caritas Europa che hanno presentato un nuovo progetto, in via di definizione, chiamato Coatnet, (Organizzazioni cristiane contro il traffico di donne), un network di associazioni cristianamente ispirate per impedire il traffico di donne e la loro prostituzione forzata.” ”