Alla luce del malcontento in tema di fisco e del fatto che la gente invoca "maggiori controlli e sanzioni per scoraggiare l’evasione fiscale" (li chiedono il 38,6% rispetto al 21,6% di sei anni fa), il presidente delle Acli, Luigi Bobba, ha illustrato il tema del "quoziente familiare". "Il Paese registra un vero crollo demografico e i giovani sono vittime di una ingiustizia crescente, mentre le tutele maggiori vanno ai lavoratori più avanti negli anni e contrattualizzati. A nostro parere bisogna invertire subito la rotta, con politiche amichevoli per le famiglie e la natalità. Uno di questi strumenti è il ‘quoziente familiare’, che in Francia è in uso da più di 40 anni". Secondo uno studio di Luigi Campiglio dell’Università Cattolica, le famiglie con figli, adottando questo sistema, avrebbero risparmi superiori al 20% e addirittura quasi fino al 100%, rispetto all’attuale tassazione. "Le Acli ha poi detto Bobba chiedono anche un riaggiustamento della tassazione, spostando l’asse dalle rendite finanziarie tassate al 12,%5 rispetto ai redditi da lavoro tassati al 32%. Occorre incentivare gli investimenti produttivi, rispetto ai patrimoni che rimangono inattivi. Chiediamo ancora di premiare le erogazioni liberali agli enti non-profit e infine di prevedere misure di detassazione, con recupero dei fondi spesi per la formazione personale e ricorrente". "Un segnale inquietante ha concluso Bobba riguarda il passaggio, nei confronti dello Stato, dalla protesta al rischio della rinuncia. La nostra risposta è di passare dallo ‘Stato pesante’ allo ‘Stato presente’, per dare risposte valide alle famiglie".