Qualche elemento positivo ma anche "preoccupazione" sulle misure di "detenzione in vista di una espulsione, inclusa la detenzione di bambini e l’effetto non sospensivo di un ricorso contro una espulsione forzata": questo è il commento di Peter Verhaeghe, esperto di immigrazione di Caritas Europa, sulla recente adozione (l’11 maggio 2005), da parte dei 46 Paesi del Consiglio di Europa, di un testo con 20 linee guida sul rimpatri forzati degli immigrati in situazione irregolare. In una anticipazione al Sir Verhaeghe giudica positivo il fatto che il Consiglio d’Europa "dia priorità a delle opzioni di ritorno volontario e incoraggi gli Stati a promuovere dei programmi a questo scopo". Caritas Europa accoglie anche con favore "il principio secondo cui una persona non può essere rimandata in un Paese in cui corre il rischio di trattamenti disumani o degradanti da parte di agenti non statali". E nota anche "con soddisfazione il divieto dell’uso di tecniche costrittive durante la procedura di espulsione, tecniche che rischiano di ostruire le vie respiratorie parzialmente o totalmente, provocando il rischio asfissia nella persona". (segue)” “