CARCERI: CARD. TETTAMANZI SULLA RIDUZIONE DELLA PENA: “QUANDO L’ATTESA È TROPPO LUNGA SI FINISCE PER CANCELLARE LA FIDUCIA”

” “Il cardinale Dionigi Tettamanzi ieri, domenica di Pentecoste, nel carcere milanese di San Vittore, ha amministrato il sacramento delle Cresima a diciannove giovani reclusi,nove provengono dall’America Latina. “Tra queste mura – ha detto l’arcivescovo di Milano – occorre, ogni giorno, avere un grande coraggio, ma sappiate che la forza di affrontare le fatiche che la vita riserva ad ognuno di noi arriva solo dallo Spirito Santo. Anche qui, soprattutto qui, dobbiamo udire la parola di Dio ed entrare in colloquio con lui. Al di là dei tanti condizionamenti e delle difficoltà, so che in carcere si prega ed è la preghiera forse più preziosa, perché nei momenti in cui la disperazione pare prevalere – ed è facile che possa accadere in cella più che altrove – c’è un’altra via: quella di rivolgersi Cristo”. “Lascio San Vittore – ha affermato – con la convinzione che questo sia un luogo di pace dove nasce e si sviluppa l’amore per Dio e quello tra di noi. Non sto sognando, faccio, invece, un atto di fede”. Circa la proposta di Giovanni Paolo II di una amnistia o riduzione delle pene l’Arcivescovo ha concluso: “l problema è di difficile soluzione, ma la complessità non può farci dimenticare la strada maestra che, in carcere, deve essere la rieducazione. In questo senso, mi faccio portavoce di un’aspettativa che ormai si protrae nel tempo. E, si sa che quando l’attesa è troppo lunga, si finisce per cancellare la fiducia nelle persone direttamente coinvolte, ma soprattutto si lascia che la cultura diffusa nei riguardi dei carcerati rimanga quella di sempre: un atteggiamento di difesa che si sottrae ad affrontare i problemi. Ricordiamoci che il carcere non è un mondo a sé, ma fa parte della società”