” “Simbolo dell’evento è stata una croce alta cinque metri e dono delle Chiese di Gerusalemme. Accolta all’inizio della Conferenza, la croce sarà ora trasportata a Porto Alegre, in Brasile dove rimarrà fino all’Assemblea plenaria del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec), in programma nel 2006. Sebbene la Chiesa cattolica non aderisce al Cec, essa ha partecipato all’evento con una delegazione composta da 25 membri e guidata dal segretario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, mons. Brian Farrell. Questa partecipazione ha detto mons. Farrell in un’intervista rilasciata a Giovanni Giuranna, membro della delegazione cattolica è segno che il Consiglio ecumenico delle Chiese “sta cercando di coinvolgere nelle proprie iniziative il maggior numero di Chiese”. Il delegato della Santa Sede ha confermato di aver avuto durante i giorni della Conferenza “molti contatti”: “con la Chiesa ortodossa greca e con le altre chiese e organismi, con cui il Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani ha rapporti di studio o collaborazione. Del resto, ogni momento della giornata ha permesso contatti e scambi tra i delegati delle varie Chiese”. “Questa Conferenza ha concluso Farrell offre la speranza che sulle questioni importanti della missione ci possa essere una convergenza. In un mondo come il nostro in rapida trasformazione, i cristiani sono obbligati a trovare una risposta comune e non cento risposte diverse in rivalità tra loro. Naturalmente, in una Conferenza con presenza così diversificate ci si rende conto della complessità del cammino ecumenico Ma lo Spirito che guarisce e riconcilia è capace di trovare la via per far crescere la comunione tra le Chiese”.
” ”