REFERENDUM LEGGE 40/2004: VESCOVO DI BOLZANO, SCEGLIERE L’ASTENSIONE NON VUOL DIRE “NON ESSERE DEMOCRATICI”

” “Astenersi dal voto, il 12 giugno prossimo, non vuol dire essere “non democratici”. A precisarlo è oggi il vescovo di Bolzano-Bressanone, Wilhelm Egger, che prende posizione sul referendum sulla legge 40/2004. “Mentre la partecipazione alle elezioni è un obbligo per un cittadino, la partecipazione ad un referendum, secondo la Costituzione italiana, è libera”, ricorda mons. Egger, secondo il quale “chi usufruisce di una delle possibilità previste dalla Costituzione non può essere etichettato come una persona non democratica”. Qualora, infatti, la partecipazione alla prossima consultazione referendaria fosse “inferiore al 50%”,sottolinea infatti il vescovo, “il referendum sarebbe nullo”, e così verrebbe scongiurata ogni possibile “variazione” della legge, in cui sono in gioco “questioni che toccano profondamente la vita e i sentimenti dell’uomo”. E proprio sull'”idea cristiana di uomo”, ammonisce mons. Egger, si fondano “le ragioni per pronunciarsi contro le proposte di variazione della legge” attuale, che pur registrando “riserve sostanziali” da parte del magistero della Chiesa “cerca almeno di garantire la difesa dell’embrione generato”. “L’embrione è una forma di vita umana alo stato iniziale e per questo deve essere difesa”, ribadisce il presule, che fa notare come “attraverso i cambiamenti auspicati dai promotori del referendum viene in parte nuovamente annullata la difesa della vita dell’embrione”. Un altro argomento a sfavore della proposta referendaria è per il vescovo di Bolzano il fatto che “i bambini hanno il diritto di conoscere i loro genitori biologici”, mentre “il fatto che ci siano coppie che, sulla base della legge italiana, cerchino aiuto all’estero non è una ragione per cambiare la legge”.