GIOVANNI PAOLO II: SPACCATROSI, "IL POPOLO CRISTIANO HA BISOGNO DI QUESTO NUOVO SANTO"

"Un dono al popolo di Dio, invocato e sperato fin dai giorni tristi dell’addio sul sagrato di San Pietro, eppure sorprendente per la sua rapidità": commenta così il vaticanista Silvano Spaccatrosi la decisione di Benedetto XVI (resa nota il 13 maggio) di dar inizio, senza aspettare i cinque anni canonici, al processo di beatificazione di Giovanni Paolo II. "Non era mai avvenuto per nessun altro cristiano nella tradizione della Chiesa, a parte quella dei primi secoli" osserva Spaccatrosi in una nota pubblicata oggi sul Sir bisettimanale, ricordando però che "le regole e la prudenza della Chiesa, nei processi di beatificazione e di canonizzazione, sono accorte ed esigenti", per cui i fedeli dovranno "forse moderare l’impazienza: la procedura canonica comporta l’esame degli scritti del servo di Dio, e in questo caso si tratta di decine e decine di migliaia di pagine; occorre ascoltare le testimonianze di chi gli ha vissuto accanto…; infine c’è la ricognizione attenta di un miracolo, che si sia verificato dopo la sua morte".  "Lo stesso Benedetto XVI – osserva Spaccatrosi – sarà chiamato a dare la sua testimonianza e occorrerà trovare tempi e spazi all’interno di giornate dense come le sue. Ma nessun altro, più di lui, è attendibile e necessario. Ed è verosimile che sarà proprio lui, papa Ratzinger, tra qualche anno a porre il suo predecessore sugli altari". Spaccatrosi nota anche la data scelta per dare l’annuncio: il 13 maggio, "che suggerisce altra fiducia": "E’ il giorno dell’attentato a cui lo stesso Giovanni Paolo II aveva ammesso di essere scampato per intercessione superiore". Secondo il vaticanista questo processo canonico "non somiglia a nessun altro" e la sua "grande diversità" è data dal fatto che "è il popolo cristiano ad aver bisogno di questo nuovo santo". "Con lui santo – conclude -, il suo amore per l’umanità sopravvive anzi si moltiplica nell’intimo di chiunque avrà bisogno".