"E’ una vergogna il continuo stillicidio di notizie che violano il segreto delle indagini, su una vicenda delicata come la scomparsa di una minore, che necessiterebbe di una più alta responsabilità da parte degli organi di stampa". E’ la denuncia di Antonino Pipitone e Piera Maggio, genitori della piccola Denise, nata il 26 ottobre del 2000 e scomparsa il 1° settembre del 2004, alle ore 12 circa, di fronte alla propria abitazione a Mazara del Vallo. In un documento pubblicato sul sito www.giornalistifreelance.it, la famiglia Pipitone segnalano in particolare la reiterata violazione del segreto istruttorio, che di fatto ha "saccheggiato l’indagine, riducendo in poltiglia ciò che rimane della dignità di una famiglia, come se per la scomparsa di Denise si dovesse pagare un ulteriore prezzo all’incommensurabile e profondo dolore". Nell’appello si richiamano inoltre gli organi di stampa ad una "più alta responsabilità" e si invitano alla collaborazione "tutti coloro che vogliono che questa vicenda abbia un felice esito", perché "è una vergogna constatare che il diritto di cronaca ha più valore del diritto al rispetto della dignità di una minore, che ha già subito troppe violenze". Quanto alla tragica vicenda che vede protagonista la loro bambina, i genitori di Denise ribadiscono che "l’unica certezza in questa vicenda è data dall’immagine del videoclip che riprende la piccola Denise accanto ad una Roma": di qui l’appello a "ritrovare almeno la donna che è ripresa dal video per fare chiarezza in maniera definitiva in questa fase delle indagini".