Un triplice invito ad essere "sacerdoti esemplari", senza mai lasciarsi "tentare dalla logica della carriera e del potere", "pienamente ‘romani’ in senso ecclesiale" e capaci di dialogare anche con i "fratelli di altre tradizioni religiose". A rivolgerlo è stato Benedetto XVI, ricevendo oggi in udienza i membri della Pontificia Accademia Ecclesiastica, accompagnati dal presidente, mons. Justo Mullor Garcia. Il Papa ha esordito invitando i presenti a rafforzare il proprio "sensus Ecclesiae", assumendo "una forma ecclesiale in tutta la vostra personalità, nella mente e nel cuore". "Sia vostra cura ha detto Benedetto XVI coltivare in voi le due dimensioni costitutive e complementari della Chiesa: la comunione e la missione, l’unità e la tensione evangelizzatrice. Mentre siete in Accademia ha aggiunto cercate dunque di diventare pienamente ‘romani’ in senso ecclesiale, cioè sicuri e fedeli nell’adesione al magistero e alla guida pastorale del Successore di Pietro e, al tempo stesso, coltivate l’anelito missionario che fu di Paolo, ansiosi di cooperare alla diffusione del Vangelo sino agli estremi confini del mondo". Poi un riferimento al suo predecessore: Siamo stati tutti colpiti dal fatto che la testimonianza del Papa Giovanni Paolo II ha suscitato profonda eco anche in popolazioni non cristiane, come hanno riferito diversi nunzi apostolici nei loro rapporti. Questo conferma che là dove Cristo è annunciato con la coerenza della vita, parla al cuore di tutti, anche dei fratelli di altre tradizioni religiose e culturali"(segue).