La domenica come dono e non come precetto: "con questa conclusione, mons. Angelo Comastri ha illustrato i punti essenziali della sua "ricetta" per riscoprire il valore della domenica. Il primo è vivere "la partecipazione comunitaria all’Eucaristia, che è il cuore della domenica, come privilegio. Di conseguenza ha sottolineato i cristiani dovrebbero desiderare, con tutto il cuore, di vivere questo momento, cercandolo come si cerca l’amore". È anche indispensabile, a giudizio del presule, "ridare ai cristiani la consapevolezza che il tempo acquista un senso solo quando è vissuto come ‘kairòs’, ossia come opportunità di rispondere all’amore sovrabbondante di Dio. Il giorno del Signore è l’esplosione di un bisogno d’amore che deve restare acceso nell’intera settimana: perciò, la domenica deve essere segnata da opere di carità, in serena ma decisa alternativa alla domenica pagana, che si sta costruendo con i suoi ‘riti’ e le sue ‘assemblee’".
No anche alla partecipazione abituale in modo isolato all’Eucaristia "perché è tradire il senso della domenica", mentre "il radunarsi per l’Eucaristia è l’antidoto alla solitudine e all’egoismo che caratterizza la società senza Dio. Ciò che conta ha concluso mons. Comastri è lasciar entrare Dio nella nostra vita".