” “I giovani dicono no ai “maestri del sospetto” perché dicono “hanno ucciso il gusto della verità”. “L’ultimo ideale sembra infatti essere quello di non averne alcuno. Il Nulla, il nichilismo. Noi non vogliamo camminare per non andare da nessuna parte, ma per trovare Lui. ‘Siamo venuti per adorarlo’ (Mt 2,2)”. Lo scrivono gli universitari di Roma in una lettera “per la Giornata mondiale della Gioventù” di Colonia diffusa oggi dall’Ufficio per la pastorale universitaria del vicariato di Roma. “Una libertà senza verità scrivono non porta da nessuna parte; è girare a vuoto. Essere universitari significa allora anzitutto essere affamati di verità”. “Molti invece ci dicono che quando tutto è ridotto a opinione, quando niente è vero, oggettivo e universale, allora c’è più libertà per ciascuno e più tolleranza per tutti. In realtà si diventa sempre più vuoti e sempre più soli. Sembra di diventare sempre più aperti, in realtà si è sempre più incapaci di comunicazione autentica, come in una grande Babele”. “Non vogliamo si legge nella lettera – lasciarci rinchiudere dentro una visione ripiegata e pragmatica del nostro cammino, senza passione per gli ideali alti e degni, quando si studia solo per dare gli esami, per conseguire un titolo, per avere un posto di lavoro qualsiasi, o intraprendere una ambita carriera.
Al contrario, i giovani hanno “passione per la cultura”, “amore per la sapienza”, “gusto” per “la ricerca e la scoperta del senso vero dell’esistenza”.
“Roma, l’Europa, il mondo concludono – hanno bisogno di operatori della carità intellettuale, capaci di contribuire attivamente a un futuro di pace, di sviluppo e di rispetto dei diritti umani”.
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