AMNESTY INTERNATIONAL: RAPPORTO 2005, CRITICA ALL’ITALIA SU RESPINGIMENTI COLETTIVI, DIRITTO D’ASILO E TORTURA

” “In Italia sono “i richiedenti asilo politico i più soggetti a violazioni dei diritti umani” e scottante è anche la questione dei maltrattamenti e della tortura, con la mancata ratifica del protocollo internazionale e “l’occasione persa, lo scorso anno, di approvare la legge per l’introduzione del reato di tortura nel codice penale”. E’ la denuncia di Amnesty international, in quattro pagine del Rapporto 2005 – presentato oggi a Roma – dedicate alla situazione italiana. Quattro pagine in cui vengono elencati episodi e inadempienze, tra cui la mancanza di una legge sull’asilo, le condizioni dei centri di permanenza temporanea – nei quali Amnesty si è vista in pratica negare l’accesso -, le denunce di maltrattamenti compiuti dalle forze dell’ordine nei confronti di rom, immigrati e manifestanti, le carenti condizioni di vita nelle carceri, il commercio di armi. Sul diritto d’asilo, ha detto Gabriele Eminente, direttore di Amnesty sezione italiana – l’Italia continua ad accumulare e a mettere nel cassetto le decisioni delle corti europee che contestano le modalità dei respingimenti di migliaia di stranieri”. Come “i mille stranieri deportati da Lampedusa” o la recente operazione governativa “che ha finanziato 34 voli dalla Libia per riportate 4.600 cittadini stranieri verso altri Paesi africani”. Eminente fa un appello al ministro dell’interno Pisanu “perché riconsideri la sua decisione e permetta l’accesso dei ricercatori di Amnesty ai centri per stranieri”, ma critica anche il comportamento di chi usa metodi violenti per contestare queste strutture: “Aberranti sono i pacchi-bomba e le istigazioni alla violenza – ha affermato -. Il lavoro delle ong rischia di essere schiacchiato dall’approccio poliziesco da un lato, e da quello insurrezionalista dall’altro”.