” “Un vescovo che ha “denunciato le ingiustizie sociali verso i più poveri”, ma che ha anche saputo fermare lo “strapotere” del calcio, sport preferito dai salvadoregni, costringendo il governo a “sospendere le partite domenicali, visto che la gente non andava più allo stadio ma andava in cattedrale o ascoltava le sue omelie domenicali alla radio”. È il ritratto di mons. Oscar Arnulfo Romero, vescovo di San Salvador, così come è stato tracciato da mons. Jesus Delgado, vicario generale dell’arcidiocesi citata e già segretario del vescovo ucciso il 24 marzo del 1980, proprio mentre celebrava l’Eucaristia. “Nessun vescovo ha mai avuto il coraggio, prima di lui, di denunciare le ingiustizie sociali commesse dai ricchi contro i poveri”, ha detto Delgado intervenendo questo pomeriggio al Congresso Eucaristico Nazionale, in corso a Bari fino al 29 maggio. “Il giorno della sua morte ha proseguito il relatore mentre celebrava la messa alle ore 18, durante l’omelia mons. Romero aveva detto: ‘Che questo corpo immolato e questo calice sacrificato possa alimentarci per dare anche il nostro corpo e il nostro sangue alla sofferenza e al dolore'”. Alle 18.20, da una macchina rossa, è partito un colpo di fucile che ha raggiunto il vescovo al cuore; mons. Romero è stato ucciso di lunedì, “il giorno dopo la domenica”. “Si è aggrappato alla tovaglia dell’altare e poi è caduto rovesciandosi tutte le ostie sul corpo”, ha ricordato mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo: “aveva una paura enorme di morire, ma l’Eucaristia l’ha sostenuto”.
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