“Il ritiro, da parte del Governo, dell’emendamento del Testo Unico della salute e sicurezza del lavoro è un passo indietro nei confronti della tutela dei lavoratori”: è quanto affermato da Andrea Olivero, vice presidente nazionale delle Acli e responsabile del dipartimento politiche sociali e welfare, durante il convegno “I luoghi del lavoro, i lavori, i nuovi lavoratori”, apertosi stamattina a Firenze. “In Italia ogni anno ha proseguito Olivero muoiono sul lavoro circa 1400 persone. Tanti quanti sono i soldati americani caduti finora nella guerra in Iraq”. Non bisogna trascurare, inoltre, “i costi sociali ed economici che questo fenomeno comporta, stimati in 28 miliardi di euro, per il solo anno 2003, dalla stessa Inail: una cifra che si aggira intorno al 2% del Pil”. La situazione peggiore riguarda i lavoratori precari e gli immigrati che spesso “svolgono i lavori più pericolosi con contribuzione previdenziale irregolare” o sono costretti “al lavoro nero senza sicurezza e senza assicurazione Inail”. In questa situazione, per le Acli, diventa “urgente un Testo Unico sulla sicurezza del lavoro, che raccolga le norme vigenti e le coordini, apportando anche le innovazioni necessarie per rafforzare e rendere più efficace il sistema di prevenzione”.