RAPPORTO ISTAT 2004: IL PROFILO DEL DISOCCUPATO. 935.000 SONO DI LUNGA DURATA. AL SUD TASSO DI DISOCCUPAZIONE TRIPLO RISPETTO AL RESTO DEL PAESE

Se si passa alle caratteristiche individuali dei disoccupati, descritte nel Rapporto, le situazioni più critiche si trovano per le donne, i giovani, i meno istruiti e chi cerca un lavoro per la prima volta. Con un occhio al territorio si rilevano invece "modelli talmente distanti da configurare diversi mercati del lavoro", con un Mezzogiorno che fa segnare, pur se diminuito, "un tasso di disoccupazione  del 15% circa il triplo di quello del resto del Paese". Anche il contesto familiare incide e viene smentita la consueta lettura secondo la quale esiste "una disoccupazione giovanile inserita in un contesto familiare che aiuta ad affrontare i problemi connessi a questa condizione". Il Rapporto dimostra infatti che "la maggior parte dei disoccupati (oltre 1.100.000 persone) vive in famiglie con difficoltà economiche", (testimoniate dalle condizioni lavorative degli altri membri della famiglia) e il 44% di loro ha responsabilità familiari, e per loro sarebbero necessari ammortizzatori sociali. Risultano essere 935.000 i disoccupati di lunga durata nel 2004, anche in questo caso ci sono variazioni sul territorio e tra i soggetti: se infatti il tasso nazionale si attesta al 3,8%, arriva al 5,3 per le donne e all’8,2 nel Mezzogiorno e aumenta infine con il crescere dell’età. Se da un lato la crescita dell’occupazione che si è avuta negli ultimi due anni va spiegata con l’inserimento crescente di lavoratori extracomunitari, accelerato per la regolarizzazione dei rapporti di lavoro subordinati, il Rapporto osserva che "il lavoro di queste persone si caratterizza per l’elevata mobilità", sono infatti solo il 38% (a dicembre 2003) coloro che sono nello stesso posto di lavoro per il quale era stata presentata la domanda di regolarizzazione, alto è anche il differenziale salariale tra gli extracomunitari e il totale dei dipendenti.” “