Impegno per le vocazioni al sacerdozio; sostegno al matrimonio e alla famiglia; ripristino del tessuto delle comunità ecclesiali; valorizzazione della parrocchia; promozione delle associazioni al servizio della Chiesa: questi “i necessari e provvidenziali contributi dei laici alla vita intraecclesiale” auspicati da mons. Paolo Rabitti, presidente della Commissione episcopale del laicato, nella “Lettera ai fedeli laici” diffusa oggi. “Pregare per le vocazioni e orientare gli adolescenti ad aprirsi alle molteplici chiamate dello Spirito” è compito, innanzitutto, “della famiglia” osserva il presule. Sarà poi “dalla convincente testimonianza di vita dei laici coniugati e dei genitori che il Vangelo della vita farà presa nel mondo”. “La disponibilità dei laici è” inoltre “preziosa e insostituibile nell’individuare e promuovere forme di servizio stabili e realmente profetiche” sul territorio. Ad essi mons. Rabitti chiede anche di “avere contestualmente il senso della parrocchia e il senso della diocesi”, ponendo “tale appartenenza a base di eventuali inserimenti in peculiari aggregazioni”. Sottolineando, in particolare, il “carisma associativo che caratterizza il servizio laicale dell’Azione Cattolica”, mons. Rabitti esorta le aggregazioni alla “complementarità e convergenza” nella missione dell’annuncio. Infine, l’invito ai laici “ad aiutarci a leggere la mappa del nostro tempo e a concorrere efficacemente per far crescere un nuovo modello di vita” capace “di mettere in equilibrio l’obbedienza alla legge e la gratuità del dono”. Una sintesi che, conclude il presule, deve “attraversare anche la politica”, forma “alta e irrinunciabile di servizio alla persona umana e promozione del bene comune”.